PENDULUM (UK)

Il djset dei Pendulum al Branca è come un diapason che mi permette di affrontare in maniera più ampia il rapporto tra due mondi che da vent’anni si annusano, si stuzzicano, provano ad accoppiarsi: quello dell’hard rock e quello dell’elettronica (e per elettronica intendo anche il sampling).
Il primo invidia al secondo le innovazioni ritmiche, la freschezza dell’attitudine, le infinite possibilità della tecnologia, il secondo invidia al primo l’alone mitico, il lato selvaggio, i suoni grezzi e non ricreati digitalmente. Una sfida di potenza, a vedere se può essere più massiccio un drumming sulla doppia cassa con le chitarre in feedback o la compattezza secca di un breakbeat su un synthone distorto. Due mondi diversi dicevo, diversa fanbase, che tentano di attirare oltre la linea tracciata sempre più soldati della parte avversa, quasi fosse un gioco di posizioni. Potremmo scrivere un chilometro di righe su tutti i vari tentativi di creare un equilibrio efficace tra le due componenti, ovvero She Watch Channel Zero dei Public Enemy su un riff degli Slayer, anima nera di un disco che mi porterò nella tomba e che non riesce a invecchiare. Ora a distanza di anni riaffiorano nuovi efficaci tentativi di fondere non solo suoni, ma attitudini, e sicuramente posso citare i Justice.
E dopo di loro finalmente i Pendulum (che dichiarano le proprie intenzioni remixando i Prodigy): austrialiani innamorati delle sonorità pesanti che riescono a far zompare il popolo dei rave con il loro mix di suonato e sintetico (rispetto a Justice e Prodigy qui prevale il suonato) altamente infiammabile.

www.myspace.com/pendulum


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