Martedì 19 Giugno * - A TOYS ORCHESTRA + LA LINEA DI GRETA - Dinamo Fest

A TOYS ORCHESTRA
LA LINEA DI GRETA

A TOYS ORCHESTRA
MIDNIGHT (R)EVOLUTION TOUR

Ecco a voi, a poco più di un anno e mezzo di distanza dal precedente, il nuovissimo album degli …A Toys Orchestra, Midnight (R))evolution, contenente una manciata di ottime canzoni scritte, arrangiate e ”testate” durante il lungo tour (108 date in tutto) dell’acclamatissimo (in termini di stampa, vendite, affluenza di pubblico ai live, risultati editoriali) Midnight Talks.
Oltre a posizionarsi su un continuum artistico con l’uscita precedente, il nuovo album rappresenta anche la concretizzazione di una nuova ed inedita presa di coscienza civile della band nei confronti di quanto accade e sta accadendo nel mondo ed in Italia oggi.
Non una visione politica;nessuna bandiera e nessun colore.solo una presa di coscienza civile,civica,del cittadino/artista che posto in una posizione di privilegio desidera condividere con il proprio pubblico il desiderio di lucida consapevolezza del presente, e l’impegno concreto per un futuro migliore..
Da qui l’immagine della copertina del disco (realizzata dal giovane fotografo Alessandro Tricarico ,autore anche delle foto che compongono il booklet dell’album) ,il titolo dell’album e i testi delle canzoni.
http://www.atoysorchestra.it/

LA LINEA DI GRETA
Rock meticcio ai tempi del colera
La Linea di Greta è una lunga storia.
La Linea di Greta è amore e sopravvivenza ai tempi del default.
La Linea di Greta è un viaggio al termine della Notte (Bianca).
E’ fiori dal letame, è l’araba fenice a cui scotta ancora il culo.
La Linea di Greta è precaria e poco giovane, costantemente in bilico.
E’ conflitto rimestato color pastello, è rock ai tempi del colera, è melodia sonica con cassa dritta.
La Linea di Greta è Greta che ci dà la linea. La Linea di Greta è … che cazzo è La Linea di Greta?…
La Linea non esiste. Ma però resiste. La Linea non esiste. Per sempre Fedeli alla Linea di Greta. 
http://lalineadigreta.jimdo.com/

“DIAZ. Don’t clean up this blood” proiezione e dibattito con Daniele Vicari
Da quando è stato presentato al Festival del Cinema di Berlino, "Diaz" ha destato scalpore e commozione, riempiendo le sale cinematografiche e riaprendo, a dieci anni di distanza, un fitto dibattito attorno a una delle pagine più buie della storia dell'Italia democratica, che Amnesty International non ha esitato a definire "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
A dieci anni di distanza dai fatti, le forze dell'ordine e i responsabili dell'ordine pubblico del G8 di Genova non solo escono sostanzialmente impuniti, anche per l'inesistenza nel nostro paese del reato di tortura, ma tutti i più importanti protagonisti in divisa di quella storia hanno fatto carriera, come ci ricorda la recente nomina di Gianni De Gennaro a sottosegretario alla presidenza del consiglio. C'è invece il rischio concreto che a pagare il prezzo di quella folle gestione dell'ordine pubblico siano soltanto i manifestanti: il 13 luglio prossimo è prevista la sentenza di Cassazione che potrebbe confermare le pesantissime condanne, tra i 6 e i 15 anni, a carico di dieci persone, accusate di "devastazione e saccheggio", un detrito giuridico figlio del codice penale fascista.
"Diaz" può rappresentare non solo un coraggioso e appassionato esempio di testimonianza civile, ma anche un'occasione per mettere a tema - dal punto dei movimenti ma anche dei diritti civili individuali - la gestione dell'ordine pubblico e i comportamenti delle forze dell'ordine. I casi di Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi stanno li a ricordarcelo.

Ne parliamo con:
Daniele Vicari (regista del film)
Francesco Romeo (avvocato)
Valentina Calderone (A Buon Diritto Onlus)

DINAMOFEST II EDIZIONE
Città dell'AltraEconomia (ex Mattatoio di Testaccio) Largo Dino Frisullo, via di Monte Testaccio, Roma
www.dinamofest.it


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